Miss Over: presentazione2017-06-20T08:41:05+00:00
Miss Over 2017 - 25° anno

Il Concorso Internazionale di bellezza Miss Over nasce a Rimini nell’estate 1993. L’idea di far salire in passerella signore con oltre mezzo secolo di vita alle spalle si è subito distinta per originalità, ma anche per la sfida lanciata alle più giovani teen-agers, fino a quel momento uniche pretendenti di uno scettro e di una corona. La vita non finisce a 25 anni!

Una manifestazione rivolta ad un target inusuale: Miss Over ha aperto le porte a ladies che volevano e vogliono sentirsi giovani dentro e fuori, dando a queste la possibilità di trascorrere un momento di vita diverso dalla solita routine quotidiana. Prima di Miss Over il mondo della bellezza era praticamente ghettizzato, vietato-ai-maggiori-di-anni-25, limite invalicabile oltre il quale era proibito salire in passerella. Miss Over ha cambiato radicalmente questo costume.

Miss Over ha raccolto dai media dapprima la simpatia, poi dopo il consolidamento, anche l’attenzione che merita un evento che iscrive circa 1.200 donne a stagione. Le nostre concorrenti si sentono giovani, dentro e fuori. Si sentono donne belle e seducenti. Non hanno più vent’anni e magari, per assurdo, non li rimpiangono nemmeno. Ma degli anni verdi conservano l’entusiasmo, la voglia di essere ammirate, foss’anche tacendo qualche piccolo lifting, ritocco o pompaggio su qualche parte del corpo. Lucio Verdellone, sociologo, sul quotidiano La Repubblica scrive:

“Abbiamo assistito ad una profonda modifica del concetto stesso di longevità a partire dagli anni ottanta. Il termine che prima indicava l’aspettativa di una lunga vecchiaia, oggi coincide con il desiderio di prolungare, il più a lungo possibile, salute, benessere e giovinezza. A poco a poco sono cadute le solide pareti che delimitavano rigidamente i diversi stadi della vita. A questo fenomeno si è poi aggiunta la rivoluzione del corpo, una tendenza di massa nata in America alla fine degli anni sessanta che ha contagiato l’Europa. Il messaggio raccolto con particolare entusiasmo soprattutto dalla popolazione femminile, è che anche chi compie cinquanta anni possa continuare ad esibire il proprio corpo, se stessa, come quando ne aveva venti, senza i problemi di un tempo”.

Buttate al vento scarpe basse e grembiuli, le concorrenti di Miss Over affrontano le insidie del Cyberspazio. Dalle gallerie fotografiche del nostro sito sono visibili in tutto il mondo e questo è una componente potente. Il sito www.missover.it genera annualmente 1.000.000 di click!

A chi ci rimprovera infine di aver creato un evento light, ricordiamo che Elisa Donati (Miss Over 1993) e Amelia Franceschini (Miss Over 1994) hanno tenuto lezioni di sociologia all’Università della Terza Età di Torino, ospiti del noto psicologo Prof. Gioacchino Daquino.

 

MISS OVER: da un’idea nasce un’azienda

Cammin facendo la fortuna ha voluto farci incontrare alcune Aziende che, in barba a tutte le strategie di marketing e costo-contatto, ci hanno teso la mano permettendoci di girare l’Italia a soddisfare questa eterna, rosa, sana voglia di mostrarsi.

In un Paese nel quale i bambini non nascono più e l’età media della popolazione progredisce, gli orientamenti produttivi di molti comparti industriali tendono a sviluppare maggiormente le reti di consumo in quelle nicchie di soggetti over. In poche parole uomini e donne già nati, che sono il futuro del mondo e che cercano di mantenersi belli e longevi il più a lungo possibile (le italiane tra i cinquanta e i sessant’anni sono ca. 3.500.000 – dati I.S.T.A.T. 1993).

Sempre la buona sorte ci ha fatto incontrare, tra gli altri, la nota stilista Chiara Boni che, bontà sua, ha invitato le Miss Over già dal 1993 a indossare i capi della collezione primavera/estate 1994 e a sfilare sulla prestigiosa passerella di Milano Collezioni. Oggi si assiste ad un proliferare di aziende, per esempio nel settore tessile, che accanto alle principali linee di produzione affiancano collezioni di abbigliamento over: il Gruppo Marzotto, oltre alle griffe firmate LauraPiù di Laura Biagiotti e Forma Zero by Gianfranco Ferré, produce anche Arezia. Un altro gruppo, il Gruppo Finanziario Tessile, distribuisce la collezione Corilady, poi Donna Enrica e Dolce Vita della Henriette. Non mancano infine i negozi specializzati come Marina Rinaldi, diretta emanazione del Gruppo Max Mara.

Trascorrono veloci gli anni, ma continuiamo ancora a stupirci quando, da una località a noi sconosciuta, un gestore di locale di ballo ci chiama al telefono per chiederci una tappa di selezione. Nel 1993 Miss Over 50 durava lo spazio di una serata, nel 1994 esplodeva con quattordici tappe. L’anno successivo, oltre ogni rosea previsione, abbiamo toccato addirittura quota trentuno, nell’edizione 1996 quasi il raddoppio, con cinquantatre selezioni oltre alla Finale Nazionale. Dal 1997, anno di vera consacrazione, il tour del concorso piazza le tende, mediamente, in più di 100 città italiane.

La nostra rassegna stampa conta migliaia di articoli di quotidiani, settimanali e periodici dedicati al concorso, dove si applaude in primo luogo l’idea per l’originalità, quindi la sostanza per il fenomeno di costume. Massima visibilità anche dal piccolo schermo delle reti pubbliche e private: RAI, Mediaset, Sky oltre a un gran numero di emittenti locali; fuori dai confini nazionali TVE España e la storica BBC inglese. Una piccola soddisfazione anche dall’affascinante pianeta cinema: la nostra concorrente Luana Randi è stata scelta nel casting delle produzioni della New Film International.

MISS OVER: da un’idea nasce un impegno sociale

Stimolati la prima volta dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, che con le reti Mediaset attraverso Trenta ore per la Vita si sono collegati in diretta con la nostra finalissima 1994, ci siamo accorti di avere nel pubblico che ci segue, un auditorium sensibile ad aiutare chi nella vita è stato meno fortunato di noi.

Da allora ogni qualvolta sia possibile, accogliamo volentieri le richieste di Associazioni dedite a solidarietà e volontariato, indipendentemente dalla loro notorietà. A riguardo teniamo a precisare che la nostra organizzazione non tocca denaro lasciando completamente la raccolta e la gestione dei contributi all’Ente ospite. L’unica ingerenza che non neghiamo è quella di accertarci dell’arrivo a destinazione della somma raccolta. Siamo lieti di aver collaborato con: AIL, AISM, Associazione Don Gaudiano, Casa Famiglia Riccione, Centro per la Vita, Croce Rossa Italiana, IOR, LILA, UNICEF.

Mosse dalla spinta istituzionale, le nostre concorrenti una volta scese dalla passerella e spente le luci della ribalta si sono autonomamente aggregate costituendo i Fans Club Miss Over. Nati allo scopo di conoscere e aiutare chi, nella propria realtà territoriale, chiede il nostro modesto contributo, i clubs sono divenuti in poco tempo il motore della solidarietà del nostro concorso. Per diretto intervento di iscritte ai clubs si sono raccolti i fondi necessari all’intervento chirurgico di una bambina cerebrolesa, si sono organizzate serate di festa al centro Villa Lolli di Imola che ricovera e assiste disturbati psichici, si è promossa la causa dei bambini-profughi del deserto del Saharawi, vittime di una iniqua guerra etnica, ecc.

Esistono sedi e referenti di Club a Asti, Bari, Belluno, Cattolica, Cortina, Firenze, Follonica, Giulianova, La Spezia, Milano (due), Napoli, Pistoia, Ravenna, Rimini, Roma, Pesaro, Torino, Trento, Verona.